Uno schermo sull’infinito
di Fabio Salatiello
Sulla cima dello sperone di Coroglio, alla fine della collina di Posillipo, sorge una vera e propria oasi naturale, ricca di suggestioni paesistiche e storiche.
Unica è infatti la conformazione orografica del terreno: l’estrema punta del Golfo di Napoli, costituita da una costa ripida a strapiombo sul mare e una zona discendente verso la cala Trentaremi, sulla quale si affaccia come un anfiteatro naturale, aprendosi con una serie di terrazze verso una visuale che lascia senza fiato. Al di sotto del parco, nel cuore del costone tufaceo, passa l’antica galleria che collega Coroglio con la Gaiola, costruita ai tempi dell’imperatore Augusto e nota col nome di grotta di Seiano, oggi parte del parco archeologico di Pausylipon.

Photo@Serbilla – All rights reserved
Varcato il monumentale ingresso principale, terminale prospettico dell’asse di viale Virgilio, si apre una piazza anch’essa sovradimensionata.
Sul fondale di questa, a mo’ di quinta scenografica, una fontana è pensata per raccogliere in cascata l’acqua convogliata in un canale disposto in un taglio dello sperone, ricordo dei giochi d’acqua presenti nei parchi rinascimentali. Superato questo momento un po’ retorico ci si addentra in episodi più misurati.
All’interno del parco si è lontanissimi dal caos e dal rumore della città. Il mare è sotto di noi e lo si può ammirare in tutti i suoi aspetti. Aree di socializzazione si alternano a terrazze di meditazione. I percorsi e i muri realizzati con blocchi di tufo fortemente direzionati verso le piattaforme panoramiche seguono l’andamento degradante del promontorio. Il parco è ben recintato e sorvegliato. Anche la pulizia e la manutenzione sono molto efficienti, si tratta pur sempre di una zona benestante, in cui l’amministrazione sembra avere maggiore cura delle strutture.
L’illuminazione è diffusa ma non fastidiosa, alternando pali alti con luci radenti segnapasso.

Photo@Serbilla – All rights reserved
L’impianto dell’intera area risale ad una sistemazione urbanistica degli anni Trenta, nella quale il parco era inserito in un piano generale di riorganizzazione del tessuto urbano. La nascente area di espansione di Fuorigrotta era in comunicazione con la collina tramite una cabinovia, mentre le nuove strade realizzate intorno al Virgiliano collegavano via Posillipo con le più recenti via Manzoni e via Petrarca.
Nato come Parco delle Rimembranze per commemorare i caduti della Grande Guerra, il Virgiliano non deve essere confuso con la cosiddetta Tomba di Virgilio, che si trova ai piedi della collina di Posillipo ma dal lato di Piedigrotta, il piccolo mausoleo dove si pensa che sia sepolto il poeta latino e dove realmente si trovano le spoglie di Giacomo Leopardi.

Photo@Serbilla – All rights reserved
Dopo anni di abbandono e di degrado caratterizzato dall’attraversamento di percorsi asfaltati carrabili, mancanza di attrezzature ad eccezione dell’area destinata a centro sportivo del C.O.N.I., frammentarietà degli spazi ed impoverimento delle specie vegetali, il Parco Virgiliano tra il 1999 ed il 2002 è stato completamente recuperato, con un’operazione progettuale radicale che ha rinnovato le pavimentazioni, gli arredi, le attrezzature, l’impianto di illuminazione, e lo ha dotato di interventi di ingegneria naturalistica di stabilizzazione dei pendii e di nuove specie vegetali autoctone (lecci, olivi, roveri, mirto, rosmarino) e profumate aiuole fiorite.

Photo@Serbilla – All rights reserved
Dove si trova il Parco Virgiliano o della Rimembranza?
Il Parco è aperto al pubblico 14 ore al giorno, gli ingressi sono su
- viale Virgilio
- via Tito Lucrezio Caro
Si può parcheggiare senza difficoltà nel piazzale antistante l’ingresso o lungo le due strade.
All rights reserved. copyright © vaganapoli.wordpress.com
Photo@serbilla
