La quiete nella metropoli
di Fabio Salatiello
E’ ancora poco conosciuto, nonostante la sua vita ormai quasi decennale, questo piccolo parco attrezzato di quartiere ricavato sul pendio che degrada dal crinale di viale Colli Aminei verso l’area del centro storico, attraverso il quartiere Sanità. Un pendio solcato dalla tangenziale, nel tratto interessato dallo svincolo di Capodimonte, che costituisce proprio il margine del parco stesso.
L’impianto prevede un unico percorso principale alberato, quello di ingresso, ideale prosecuzione del Viale del Poggio di Capodimonte, che con ramificazioni di varia tipologia (porticati, scale, rampe) collega tutti gli episodi tematici del parco: giardini, belvedere, aree di sosta e di svago.

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Il giardino botanico, poco dopo l’ingresso, è ricco di specie esotiche e organizzato per cerchi concentrici; quello di tufo è sul limite opposto del parco, laddove la natura tufacea del terreno diventa più evidente, al termine di una serie di terrazzamenti che stabilizzano e arricchiscono di specie vegetali il terreno.
I tre belvedere valorizzano invece la particolare natura paesaggistica del sito, visibile già subito dopo l’accesso al parco. Il primo, denominato “belvedere Golfo”, in posizione baricentrica consente una veduta panoramica con un angolo visuale ristretto dai due rilievi laterali di Capodimonte e dello Scudillo. Il secondo, denominato “San Martino”, è un classico giardino geometrico quadripartito, abilmente ruotato in direzione della collina del Vomero in modo che i suoi tre percorsi paralleli ed in particolare quello porticato puntino direttamente su castel Sant’Elmo e sulla vicina Certosa. Il Belvedere “Capodimonte”, infine, con la sua forma circolare consente la visione più libera della collina omonima e della sua reggia.

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Il percorso si arricchisce anche di suggestioni storiche con tabelle che danno informazioni sulla presenza romana e sulle ville storiche presenti nell’area circostante. Per lo svago sono state pensate delle aree gioco per bambini e un teatro all’aperto che prospetta su un lago artificiale dotato di una piattaforma che funge da palcoscenico. Il lago riceve acqua da una cascata organizzata su più livelli il più alto dei quali è una vasca che si riempie attraverso un lineare percorso d’acqua posto più in alto.

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Il parco coniuga esigenze e linguaggi differenti in una sintesi decisamente riuscita, senza dimenticare né la tradizione né la ricerca contemporanea sulla progettazione del verde.

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L’artificio è presente ma non esibito, così i percorsi si adeguano alla conformazione orografica del pendio, risultando curvilinei persino nei tratti porticati, ad eccezione del viale di ingresso. La cavea del teatro è ricavata nel salto di quota naturale. Tutti i volumi edificati sono estensione della natura. Si ricorre a forme differenziate: cerchio, arco di cerchio, ellisse, quadrato. I materiali sono tradizionali (blocchi di tufo, battuto di tufo, laterizio, ghiaia, legno) e moderni (cemento, vetro).

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Ogni estate ha luogo qui la manifestazione “Accordi e disaccordi”, con proiezioni cinematografiche ed eventi musicali all’aperto.
Dove si trova il Parco del Poggio?
L’ingresso al parco si trova in Viale del Poggio a Capodimonte, Napoli.
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