La Mostra d’Oltremare

Breve storia e cenni architettonici
di Fabio Salatiello

Il programma politico e autocelebrativo della “Mostra Triennale delle Terre italiane d’Oltremare”, inaugurata il 9 maggio 1940, intendeva rievocare nostalgicamente i fasti dell’impero romano e di mostrare sinteticamente i possedimenti del nuovo impero dell’Italia fascista. Si sposava inoltre con un preciso obiettivo urbanistico: favorire il processo di espansione della città verso occidente, coerentemente con quanto era stato suggerito pochi mesi prima dal Piano Regolatore Generale del ‘36-’39, redatto dalla commissione diretta da Luigi Piccinato (uno dei cinque progettisti dell’EUR), dove un grande complesso fieristico espositivo fra Fuorigrotta e Bagnoli era indicato quale centro del nuovo quartiere flegreo.

La costruzione nel quartiere Fuorigrotta

L’area prescelta, una grande piana esterna al centro della città, poteva pienamente assorbire lo sviluppo urbanistico ed infrastrutturale, che una simile faraonica realizzazione avrebbe innescato al suo contorno. Due grandi arterie costruite in prosecuzione delle gallerie provenienti da Mergellina avrebbero condotto alla Mostra e collegato alla città storica il nuovo quartiere “turistico” di Fuorigrotta.

La suggestiva Funivia che collegava la mostra con Posillipo ne sottolineava il senso di attrezzatura a livello territoriale. Il carattere autonomo del nuovo quartiere di espansione e la geografia dei luoghi indussero a seguire criteri urbanistici rapportabili più alle città di nuova fondazione che alla contemporanea operazione romana dell’EUR.

Se è vero che tutte le attrezzature, gli assi e il verde dovevano nelle intenzioni dei progettisti restare a disposizione del quartiere circostante, ciò nella realtà non avvenne mai in quanto il parco fu completamente recintato e di conseguenza separato dallo spazio urbano, assumendo una connotazione di luogo semi-privato di difficile accessibilità (ancora oggi!) da parte dei cittadini.

La realizzazione dell’area fieristica, per un’estensione complessiva di oltre 60 ettari, fu condotta a termine nel giro di tre anni (dal 1937 al 1940) su progetto planivolumetrico di Marcello Canino, sicuramente influenzato da Piccinato, il quale si occupava direttamente del disegno del verde e dei parchi specialistici: parco faunistico e parco divertimenti.

Il particolare impianto urbanistico era costituito da 36 padiglioni espositivi immersi in aree progettate a verde ricche di essenze importate dalle terre d’origine che riproponevano ognuna le colonie d’Oltremare in ogni aspetto (habitat, flora, architetture). La matrice compositiva è la pianta classica romana, ibridata da riferimenti esotici. Dei tre assi longitudinali che innervano il complesso, riferimento probabile ai decumani della città antica, quello principale a sud collega l’ingresso porticato di Piazzale Tecchio all’ingresso ad archi parabolici del Parco Divertimenti. Un altro asse fondante ma questa volta trasversale è segnato dalla presenza della suggestiva Fontana dell’Esedra, ingresso al regno del verde. All’incrocio dei due assi, sul modello della piazza di Sabaudia, o di piazza San Marco a Venezia, era collocata la Torre del Partito Nazionale Fascista, ridenominata successivamente Torre delle Nazioni. La trama ortogonale risulta nella realtà appena percepibile: il disegno del verde e il posizionamento delle architetture interrompevano continuamente la linearità dei percorsi, delimitando spazi dalle dimensioni controllate con criteri architettonici caratterizzati da elementi terminali di confluenza prospettica.

La mostra fu chiusa appena un mese dopo la sua inaugurazione a causa dell’entrata in guerra. Dopo le devastazioni subite in seguito ai bombardamenti, il complesso fu restaurato e rigenerato negli anni Cinquanta, in molti casi su progetto degli stessi artefici degli edifici originari. Il piano di ricostruzione ne ridefinì la nuova veste razionalista. L’inaugurazione della “I’esposizione del Lavoro Italiano nel Mondo”, nel 1952, al suono dell’Aida recitata nell’Arena Flegrea dinanzi a 15.000 spettatori, coincise con l’ultimo momento di gloria della Mostra d’Oltremare e con l’inizio di un concatenarsi di desolanti vicissitudini tese a porre riparo alla grave situazione debitoria dell’Ente che fu costretto a vendere alcune delle aree di bordo. L’incuria, l’abbandono e la cattiva gestione hanno prodotto nei decenni successivi danni rilevanti. Basti pensare alla demolizione di architetture quali le serre tropicali di Carlo Cocchia, o a quella più recente dell’Arena Flegrea di Giulio De Luca, ricostruita nel 1990 secondo più adeguati canoni acustici su progetto dello stesso De Luca.

La Mostra d’Oltremare oggi

A partire dalla seconda metà degli anni Novanta è iniziato un progetto di tutela, riqualificazione e valorizzazione di tutto il patrimonio ambientale, architettonico e artistico della Mostra d’Oltremare. Ciò ha consentito di contrastare il degrado e di realizzare notevoli e molteplici interventi di recupero e di restauro di strutture architettoniche e delle aree a verde.
Oggi, dunque, la Mostra d’Oltremare mira a configurarsi come parco urbano attrezzato multifunzionale di qualità, un sistema integrato a più dimensioni, un parco al servizio del quartiere, un’area di rispetto ambientale e per il tempo libero, un centro di attività culturali, un promotore del turismo, un promotore di attività economiche di qualità, di eventi fieristici e congressuali.

Dove si trova la Mostra d’Oltremare?

P.le Tecchio 52 – 80125 – Napoli

Come si raggiunge la Mostra d’Oltremare?

  • In Aereo dall’aeroporto civile di Capodichino:con l’ Alibus si giunge piazza Municipio> attraversare la piazza e prendere il tram n 1 o con il bus 3 S ( Aeroporto civile di Capodichino – vai Brin) si giunge a piazza Garibaldi (FS) > da qui il bus 152 (direzione Pozzuoli Porto) fino a piazzale Tecchio (FS/Sepsa) o il tram n 1 (direzione Fuorigrotta: piazza Garibaldi – piazza Vittoria) fino a piazza Vittoria > da qui il bus C10 fino a piazzale Tecchio (FS/Sepsa), da piazzale Tecchio proseguire a piedi per un breve tratto;
  • In Treno: da piazza Garibaldi con il treno metropolitano scendere alla stazione Campi Flegrei, uscire su piazzale Tecchio e proseguire a piedi per un breve tratto;
  • In Auto: raccordo autostradale della A1 verso Napoli – Porto; percorrere Via Marina fino ad arrivare alla villa comunale, proseguire per Fuorigrotta fino a piazzale Tecchio.Con la Tangenziale: Uscita Fuorigrotta > seguire le Indicazioni ‘Mostra d’Oltremare’;
  • In Nave: il tram n 1 (direzione Fuorigrotta: piazza Garibaldi – piazza Vittoria) fino a piazza Vittoria > da qui il bus C10 fino a piazzale Tecchio (FS/Sepsa), proseguire a piedi per un breve tratto.

All rights reserved. copyright © vaganapoli.wordpress.com

About these ads

2 pensieri su “La Mostra d’Oltremare

  1. Pingback: Showcolate « VagaNapoli

  2. Pingback: Le mostre ancora visitabili del Comicon off « VagaNapoli

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...