Tentativi di recupero delle periferie
di Fabio Salatiello

Inizialmente chiamato Parco Taverna del Ferro, questo episodio di riqualificazione urbana nasce nell’ambito del piano per la ricostruzione di Napoli dopo il sisma del 1980, in un’area residuale di notevole importanza nella zona orientale della città, delimitata da una lunga fascia di attrezzature a due piani e dal blocco residenziale di dieci piani che ne costituisce il margine di chiusura.

L’impianto è scandito da rigidi suddivisioni e direttrici rettilinee che configurano un giardino classico all’italiana che solo in pochi punti sfugge alla logica ripetitiva e riempitiva della griglia. Alcune aree per la sosta sono diaframmate da muri rettilinei, altre sono scandite da enormi fioriere cubiche di cemento. La sensazione generale che se ne riceve è quella di disorientamento e di spaesamento.

Un asse principale attraversa per intero il parco collegando una serra in acciaio e vetro ubitata sull’ingresso di via Atripaldi alla collinetta a macchia mediterranea presente sul lato opposto. L’altro episodio paesaggistico rilevante è il lago artificiale di 8000 mq che funge da vasca di accumulo delle acque di irrigazione; di forma triangolare con angoli smussati, la vasca d’acqua è arricchita da una fontana. Costituisce un elemento di attrazione non solo per i visitatori ma anche per i sempre più rari uccelli.

La flora annovera in preminenza specie mediterranee e nostrane: pini, lecci, bagolari, pioppi, tamerici, magnolie, cedri e talune essenze rare, quali il cipresso calvo tipico delle paludi della Luisiana e della Florida.
Il progetto è opera degli architetti Piero Barucci e Vittorio De Feo e risale al 1982. Il parco, che con i suoi 10 ettari di estensione risulta uno dei più grandi della città, è stato ultimato nel 1994.
Come arrivare
L’ingresso principale al Parco è su viale 2 Giugno.
Il parco è raggiungibile con le linee ANM C95, C96, C97.
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tentativo di recupero delle periferie?? allora aprite il cancello del parco Troisi anche agli abitanti di via cimitero e di via lieto…
avendo chiuso quella entrata avete emarginato tutta la zona e spero che pesi sulla vostra coscienza….
purtroppo avete bloccato l’entrata solo per gli adulti i ragazzi giovani scavalcano tutti…
fate lavorare i dipendenti del parco che non è un peso aprire un cancello..
concordo appieno col commento di sopra