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L’Italia e gli italiani a Palazzo Zevallos Stigliano

A Palazzo Zevallos Stigliano la fotografica L’Italia e gli Italiani Nell’obiettivo dei fotografi Magnum, aperta fino al 24 giugno.

Al piano superiore c’è il colore. Ci sono i mestieri, la vita quotidiana, luoghi parlanti.

A quello inferiore c’è il dolore. C’è un’altra Italia, in bianco e nero.

L’Italia attraverso l’occhio di nove autori dell’agenzia fotografica Magnum: Christopher Anderson, Harry Gruyaert, Mark Power, Mikhael Subotzky, Donovan Wylie, Richard Kalvar, Bruce Gilden, Alex Majoli, Paolo Pellegrin.

L’Italia e gli Italiani. Nell’obiettivo dei fotografi Magnum
Curatori Gianfranco Brunelli, Dario Cimorelli
Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, Napoli
Entrata gratuita
Fino al 24 giugno 2012
Napoli, Gallerie d’Italia
Palazzo Zevallos Stigliano
Via Toledo, 185

INAUGURAZIONE MOSTRA “FILIN. FOTOGRAFÍAS DE CUBA”

INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA
“FILIN. FOTOGRAFÍAS DE CUBA” DI ANA GLORIA SALVIA
GIOVEDÌ 22 MARZO, ORE 19
SARÀ PRESENTE L’ARTISTA.
La mostra sarà visitabile fino al 26 aprile.
Orario: dal lunedì al venerdì: 10 -21
Sabato: 10 – 14

BIOGRAFIA

Ana Gloria Salvia, nasce il 26 ottobre 1973 a Holguín, Cuba.
Attualmente vive e lavora a Parigi.
Regista di un gruppo di teatro nella sua città natale, si trasferisce nel 1994 in Austria. Nel 1998 va a Parigi e sedotta dalla magia di questa città, dà i suoi primi passi nell’arte della fotografia con una Pentax MX. Nel 2000 si trasferisce nella capitale francese e conclude nel 2008 i suoi studi con un Master in Lingua, Letteratura e Civilltà Romanza alla Sorbona per poi dedicarsi completamente alla fotografía. Ha esposto nel 2010 nel Centro di Arte Contemporanea della città di Holguin, Cuba; nel 2011 in Italia a Napoli presso la galleria DAFNA con cui nel 2011 ha partecipato alla Fiera CUTLOG ART FAIR di Parigi.

NOTE DELL’ARTISTA SULLA MOSTRA

Il filin ( dall’inglese filing) è il meno conosciuto, ma il più profondo, dei generi musicali cubani. Il filin è sensibilità e sentimento, è l’anima dei suoi interpreti che vibra sulle corde del tema più universale: l’amore.
Rivedendo queste foto medito e cerco di definire, di capire cuba attraverso i miei strumenti confusi di sradicata. Un parola domina la mia mente: filin.
Contenuto della mostra:
1. Proiezione video
2. N° 5 fotografie a colori 100x 150 montate su supporto di alluminio
3. N° 8 foto a colori 40×60 montate su supporto di alluminio
4. N° 12 foto in bianco e nero montate su supporto di alluminio

Fonte: facebook

Signos, muertitos y sueños

Giovedì 12 gennaio alle ore 18 si terrà all’Instituto Cervantes l’inaugurazione della mostra fotografica “Signos, muertitos y sueños“, curata dall’Associazione B.R.I.O. Brillanti realtà in osservazione. L’evento verrà preceduto dalla proiezione del documentario “La festa dei morti. Tratti di vita e di morte nello stato di Michoacan (Mexico)”, produzione di B.R.I.O., che sarà presentato da Aldo Colucciello (B.R.I.O.), Elsa López (Associazione dei Messicani residenti in Italia) e il Prof. Domenico Scafoglio (Università di Salerno).

Il documentario è frutto di uno stage organizzato dall’Associazione B.R.I.O. in Mexico nel 2010 durante la festa dei morti e vuole tracciare una diversa attitudine verso la morte vissuta con allegria e non con mera rassegnazione. Ha una durata di 35 min.

La mostra fotografica è invece una raccolta di emozioni che l’autore ha vissuto e filtrato attraverso l’uso della macchina fotografica. Una serie d’istantanee che anche se possono sembrare non articolate sono comunque atte a raccontare di un viaggio che in quanto tale è soprattutto interiore. Le foto della mostra sono di Aldo Colucciello, antropologo.

L’evento è gratuito.

Istituto Cervantes di Napoli

Via Nazario Sauro 23
80132 Naples, Italy

Gabriele Giugni | Ulysses Syndrome

Photo@gabrielegiugni.it

Inaugurazione giovedì 30 settembre alle ore 19.00
La mostra rimarrà aperta fino al 18 ottobre alle ore 14.00

Come nutrirsi della forza del mito per raccontare la modernità. Nel XII canto dell’Odissea la maga Circe spiegava a Ulisse come difendersi dalla forza magnetica delle sirene, incantevoli e pericolose esseri antropomorfi metà pesce e metà donna che con il loro canto affascinavano i marinai inducendoli a schiantarsi sugli scogli. Il fotografo Gabriele Giugni riprende parte della leggenda, si confronta con essa e l’aggiorna. Lo fa …in una mostra fotografica, Ulysses Syndrome, sponsorizzata da Ferrarelle SpA e a cura di Camilla Grimaldi e Paola Ugolini, al Museo Madre dal 29 settembre al 18 ottobre.
In una serie di fotografie subacquee Gabriele Giugni ripercorre il viaggio di Ulisse verso Itaca cercando di inquadrare il mito lettarario nella verità fotografica, concentrandosi sulla figura delle Sirene come filo conduttore attraverso i luoghi e il tempo, ma mostrandocele come vere donne, bellezze nude immerse nella bellezza dei fondali marini, fotografate nelle varie tappe dell’avventura omerica come figure che possono anche fare a meno del canto ammaliante per affascinare e incantare.
Per ricreare la materialità imponente del Mediterraneo davanti gli scatti sarà sistemata in doppio vetro l’acqua raccolta in ogni sosta del viaggio fatto dal fotografo romano, un filtro tra l’osservatore e la foto che darà l’idea della bellezza, della trasparenza, dei colori e del mistero del ‘mare nostrum’, che è stato e continua a essere testimone involontario di tante odissee.
Ecco così che l’archetipo verrà desacralizzato e immerso nel presente, mostrandoci così il vero senso della figura di Ulisse e della sua ‘sindrome’, rappresentata per l’occasione da quelle sirene che ne volevano impedire il ritorno a casa: costante letteraria che riesce sempre a ispirare un pensiero importante sul tempo e la storia, eroe della continuità e della metamorfosi che forse può congiungere dentro ciascuno di noi quelle due rive del tempo fra le quali vive ogni cittadino d’Europa, in continua oscillazione tra il richiamo affascinante al viaggio nel mondo globalizzato e la spinta innata alla tutela delle proprie radici.

In occasione dell’inaugurazione della mostra verrà presentata inoltre una performance sonora di Soundwalk, legata al progetto Ulysses Syndrome. Nell’autunno 2009, con lo scopo di realizzare un’opera sonora ispirata alla “Sindrome di Ulisse”, Stephan Crasneanscki, ideatore di Soundwalk, si è imbarcato a bordo di una goletta degli anni Trenta attrezzata con antenne radar e aeree per un’odissea sonora, seguendo la rotta del viaggio di Ulisse, e registrando le frequenze Hertz lungo le coste del bacino mediterraneo. Soundwalk, durante i 2 mesi di viaggio, ha continuamente campionato e analizzato tutte le intercettazioni radio possibili su un raggio d’azione di 40 miglia attorno alla barca, sia vicino alla costa che in mare aperto. Le 1500 ore di materiale acquisito sono l’essenza sonora delle coste mediterranee: conversazioni di pescatori Libici a bordo di navi cargo greche, yacht di passaggio sulle coste della Corsica e ufficiali doganieri della baia di Napoli, voci e sospiri, frammenti di musiche, echi di trasmissioni radiofoniche dalla Turchia alla Tunisia, comunicazioni tramite codice morse; il tutto rappresentato in una composizione paragonabile ad una torre di Babele. Un affresco sonoro di 24 ore, sulla scia dei capitoli dell’Odissea di Omero. La performance del Madre consisterà nella ricomposizione dal vivo del materiale sonoro acquisito durante il viaggio, attraverso l’utilizzo di 8 turntables, creando così’ un mondo sonoro immersivo, riverberante della moltitudine di suoni e di voci catturate a mezz’aria, sopra l’acqua, che ci circondano con intensità e fragore, anche se invisibili. Soundwalk esprime l’interesse di una mappatura sonora globale di genere antropologico, realizzando produzioni di ricerca sonora ambientate fra i mari, i deserti, le foreste e i ghiacci, dove l’uomo vive o ancor piu’ ha già vissuto. Attraverso il suono come linguaggio di descrizione di un luogo, permette così all’ascoltatore di essere soggetto di un esperienza sonora intima e profondamente legata alla propria natura.

Gabriele Giugni, giovane fotografo e artista romano, segue la sua inclinazione naturale verso la più contemporanea e trasversale delle arti: la fotografia. Blown, Esodo, Evasioni e War Zone i titoli delle sue prime mostre, che già denotano quel senso di migrazione verso l’ignoto che connota la sua produzione artistica. Nel 2008 partecipa alla fiera Art Basel Miami Scope con la Galleria Artmbassy di Berlino e nel 2009 alla mostra collettiva Connectivity, al Chelsea Art Museum di New York.

Soundwalk, fondata nel 2000 come collettivo di artisti internazionali con sede a New York, negli ultimi 10 anni ha raccolto e reinterpretato sonorità provenienti da tutto il mondo, con lo scopo di creare coinvolgenti progetti sonori, performance, esposizioni museali, ed installazioni site-specific, ricevendo riconoscimenti a livello internazionale. Alcuni dei progetti piu’ recenti vantano collaborazioni con il Centre Pompidou di Parigi, la World Expo di Shanghai, la Biennale di Abu Dhabi, il Festival di Arte Contemporanea EXIT e Chanel Mobile Art di Zaha Hadid.

INFORMAZIONI
Napoli, Museo Madre, Via Settembrini, 79 Napoli

Info e prenotazioni: 081 19313016 | 081 19313016 |081 19313016
(lunedì – domenica: ore 10.00 – 19.00)

Sito Internet www.museomadre.it

Orario: dal lunedì alla domenica ore 10.00 – 19.00
Giorno di chiusura: martedì

Biglietti: Intero euro 7.00 – Ridotto euro 3.50
Gratuito tutti i lunedì
Audioguide: euro 4.00

Fonte: facebook

Site Specific_Napoli 09

Olivo Barbieri


a cura di Mario Codognato

08.09.10 | 27.09.10

Come leggere il paesaggio urbano con uno sguardo che sappia interpretarne le peculiarità e le trasformazioni in maniera nuova, inglobando in una sintesi coerente la dinamicità della città, la cannibalizzazione del territorio da parte della polis, la relatività dei luoghi che ne formano l’identità?
Olivo Barbieri ci ha insegnato, con le sue fotografie, a farlo dall’alto. Occasione speciale per osservarne da vicino i risultati sarà la mostra site specific_NAPOLI 09, al Museo Madre dall’8 al 27 settembre 2010.

La mostra è parte del progetto A Different Altitude, creato dal rum guatemalteco Zacapa e da Barbieri e pensato come una celebrazione dell’altitudine – se per Barbieri è il luogo dello sguardo per Zacapa è il luogo dove il distillato acquisisce le sue sfumature.

Site specific_NAPOLI 09 è una mostra fotografica che allo stesso tempo frammenta e condensa i luoghi del capoluogo partenopeo in un mosaico stratificato che vede protagonisti in maniera consequenziale i luoghi storici come i moloch suburbani, i clichè paesaggistici come la sinuosità sinistra delle autostrade, il magma pulsante della popolazione come il silenzio minaccioso del Vesuvio, una visione in cui ogni tassello si ricompone in una sintesi che ridistribuisce coraggiosamente gli spazi urbani della citta.

Olivo Barbieri supera così i rischi di riproporre in maniera pedissequa una delle città più fotografate, dipinte e riprodotte al mondo, mostrandoci una Napoli nuova, dove Castel Sant’Elmo, la Stazione Marittima, le vele di Scampia e i palazzi di periferia, trasmettono tutte le contraddizioni di un luogo perennemente in bilico tra tradizione e modernità.

Inoltre all’interno del Madre verrà allestita una Zacapa lounge, che ospiterà i visitatori in un ambiente esclusivo, offrendo loro l’opportunità di arricchire l’esperienza con degustazioni di rum Zacapa guidate da un esperto Ambassador.

Olivo Barbieri è uno dei maggiori fotografi italiani contemporanei. Nato a Carpi nel 1954, inizia l’attività espositiva nel 1978. A partire dal 1989 viaggia abitualmente in Oriente, soprattutto in Cina. Nel 1993, 1995 e 1997 partecipa alla Biennale di Venezia e nel 1996 tiene la prima retrospettiva delle sue opere al Folkwang Museum di Essen.
Dalla metà degli anni Novanta adotta una nuova tecnica fotografica, che gli permette di mantenere a fuoco solo alcuni punti dell’immagine: i paesaggi rappresentati, spesso dall’elicottero, appaiono così come dei plastici, delle sorprendenti e stranianti visioni. Nel 2003 sue opere sono esposte a Strangers, la prima Triennale di fotografia e video organizzata dall’ICP (International Center of Photography) a New York. Sempre nel 2003 inizia il progetto site specific_ che coinvolge diverse città: Roma, Torino, Montreal, Amman, Las Vegas, Los Angeles, Shanghai, Siviglia, New York, Napoli. Per la serie site specific_ realizza anche tre film: site specific_ROMA 04, site specific_LAS VEGAS 05 e site specific_SHANGHAI 04.
Opere di Barbieri sono presenti in musei e collezioni d’arte pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti, tra i quali il Museum Folkwang di Essen; il CAAC Centro Andaluz de Arte Contemporaneo di Siviglia; il San Francisco Museum of Modern Art; l’International Center of Photography (ICP) di New York; la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino; la Cisneros Fontanals Foundation di Miami.
Al suo lavoro sono stati dedicati numerosi volumi: Paesaggi in Miniatura, Ar/Ge Kunst, Bolzano 1991; Notte, Art&, Udine 1991; Olivo Barbieri seit 1978, Museum Folkwang, Essen 1996; Virtual Truths, Silvana Editoriale, Milano 2001; Notsofareast, Donzelli editore, Roma 2002.

Via Settembrini 79, 80139 Napoli
+39.081.193.13.016 begin_of_the_skype_highlighting              +39.081.193.13.016      end_of_the_skype_highlighting

ORARI

Lunedì, Mercoledì

Giovedì, Venerdì

10.00 – 21.00

Sabato e Domenica

10.00 – 24.00

Martedì chiuso

BIGLIETTI
GRATUITO il Lunedí
Intero € 7,00
Ridotto € 3,50
Speciale gruppi prenotati [max 30]: € 4,00

Gratuito: bambini fino a 6 anni,
gruppi scuole, giornalisti con tesserino,
insegnanti accompagnatori, docenti storia dell’arte,
membri ICOM-ICROM, guide turistiche.

INFO E PRENOTAZIONI
Telefono: +39.081.193.13.016  +39.081.193.13.016
[dal lunedì al venerdì 9:00- 18:00 | sabato 9:00 - 14:00]

Ticket on line: http://www.pierreci.it

Tariffe prenotazioni:
singoli: € 1,50;
gruppi: € 20,00;
scuole: € 15,00 [prenotazione obbligatoria]

Audio-videoguide italiano e inglese: € 4,50

Per Raggiungere il Museo
dall’aeroporto di Capodichino e dalla Stazione Centrale:
Taxi (circa 10/15 minuti)

In autobus: Bus 3S partenza ogni 15 minuti scendere alla Stazione Centrale (Piazza Garibaldi).

L’AliBus: Partenza ogni 30 minuti scendere alla Stazione Centrale (Piazza Garibaldi) da qui prendere la metropolitana Linea 2, scendere alla fermata Cavour poi a piedi per circa 200 metri .

Fonte: Museo Madre

Takayuki Nakatake – Noriaki Yokosuka "fotografie"

dal 15-Feb-08 al 28-Mar-08
AREA24 ART GALLERY – NAPOLI (NA)

Esposizione fotografica a cura di Andrea Della Rossa visitabile dal martedì al venerdì dalle ore 17.30 alle 20.00 e per appuntamento. Festivi chiuso
Inaugurazione venerdì 15 febbraio ore 19,00
a cura di Andrea Della Rossa

Come da Comunicato stampa

Takayuki Nakatake e Noriaki Yokosuka esprimono due opposte concezioni della fotografia: l’uno aspira a rappresentare il vero, la realtà concreta e materiale in cui si svolge la nostra esistenza; l’altro vuole cogliere l’ineffabile, l’arcano, quella dimensione ulteriore che soggiace alla percezione sensibile.
Nakatake, come un pittore naturalista del Seicento, indugia nella cruda descrizione di una realtà dimessa e profondamente vera. Le sue immagini emergono dal fondo in virtù di un vigoroso chiaroscuro, che esalta impietosamente la callosità delle mani, o la pelle rugosa e avvizzita dei volti. Il fotografo è animato dalla strenua volontà di documentare il lato umano della storia, i segni del lavoro e della passione che restano incisi sulla pelle come ferite mai rimarginate. Attraverso le membra sofferte di uomini e donne, Nakatake ci trasmette la forza e la dignità della vita che, malgrado le dure condizioni imposte dall’ambiente, riesce ancora a perpetuarsi. Sarebbe riduttivo, tuttavia, descrivere le sue fotografie come mera documentazione: l’artista giapponese tende a delineare una poesia per immagini, in cui il dato reale, lungi dall’esaurire il proprio significato in una tautologia, muta la sua identità per diventare segno, contenitore di esperienze, rappresentazione di uno stato d’animo.
Al contrario, Yokosuka tende a sublimare la realtà fino all’astrazione, mediante una talentuosa messinscena che rievoca le poetiche rappresentazioni del teatro kabuki, imperniate sull’espressione corporea non priva di allusioni sessuali. Le sue fotografie celebrano l’essenza femminile attraverso un sottile gioco di velature e di trasparenze, che esaltano i purissimi lineamenti del corpo, il colorito latteo della pelle, le dolci protuberanze dei seni e l’acceso incarnato delle labbra. Anche i sontuosi kimono, esibiti in un tripudio di panneggi rigonfi e avvolgenti, contribuiscono a rendere la grazia femminile, che si dispiega leggiadra nella mimica e nella danza. Ogni azione, ogni gesto si carica di una forte pregnanza simbolica, ma la medesima espressività si manifesta nelle pose bloccate, sospese in un’atmosfera onirica che rinvia, ancora una volta, alle sofisticate rappresentazioni del teatro kabuki. Accanto alle figure femminili, nelle fotografie di Yokosuka compaiono dei cortei maschili, spesso mascherati, ammaliati dalla bellezza muliebre che tentano di afferrare con le mani avide e bramose. La donna, però, non si lascia possedere, mantiene un quid etereo ed evanescente che la proietta in una dimensione superiore.
Marco di Mauro

INFO
Tel 081 0781060
Tel 3382243466
Fax / segreteria telefonica 178 2231693
http://www.adrart.it/area24
area24@adrart.it