Anne et Patrick Poirier
a cura di Gaspare Luigi Marcone
dal 03.04.11 al 23.05.11
Il giardino della memoria è l’ultima monumentale opera di Anne e Patrick Poirier: è il progetto per una “necropoli contemporanea”, un cimitero come opera d’arte, ideato dagli artisti francesi per il comune di Gorgonzola (Milano). L’opera è quasi la sintesi delle ricerche dei Poirier che da circa quarant’anni riflettono sull’idea della memoria usando materiali e soluzioni formali eterogenee: calchi, erbarî, fotografie, installazioni architettoniche di utopiche città o di siti archeologici visitati durante numerosi viaggi. Gli artisti analizzano la fragilità della cultura e dell’arte minacciate dal trascorrere del tempo e dalla storia.
Il nuovo cimitero di Gorgonzola sarà un giardino, un nuovo Eden, felice luogo d’incontro tra i vivi e i loro cari, avrà una superficie di oltre 16.000 m2 , e sorgerà in un’area verde ancora più estesa; la planimetria avrà la forma di foglia di quercia, pianta che simboleggia forza ed eternità e le sue radici, il tronco e i rami rappresentano rispettivamente il mondo sotterraneo, il mondo terreno e il mondo ultraterreno. Le venature della foglia si trasformano nei viali del cimitero, ognuno dei quali avrà il nome di una costellazione; il viale principale, la Via Lattea, in asse con un anfiteatro per commemorazioni pubbliche, sarà costeggiato da piante e verdi colline che proteggeranno e occulteranno le sepolture disposte nelle zone più periferiche del monumento. Alcune di queste colline potranno diventare sepolture private, riprendendo la struttura degli antichi ipogei italici.
L’ingresso avrà la forma di un enorme arco di cerchio (12,50 x 81 metri) realizzato con tessere vitree di Murano di colore blu intervallate da inserti dorati per simboleggiare una spettacolare volta celeste. Il cancello d’entrata avrà la scritta dorata “anima mundi”. L’arco d’ingresso ospiterà, oltre ai luoghi logistici, anche una cappella a forma di nave rovesciata, candida struttura bianca con un taglio di luce sul soffitto; un luogo laico, senza simboli religiosi caratteristici, che oltre ad esplicare la cultura “illuminista” degli artisti, esprime il comune destino di tutti gli uomini davanti al mistero della morte. Sulle pareti vi saranno nomi dorati di pensatori che hanno meditato sul mistero divino.
Oltre alle sue qualità estetiche Il giardino della memoria soddisfa tutti i requisiti tecnici richiesti dalla committenza comunale, e potrà diventare un simbolo positivo di “edificio pubblico”.
In mostra al museo MADRE si potranno ammirare disegni, plastici e le planimetrie del monumento, oltre ad un’installazione site specific di neon blu che riprendono i nomi delle costellazioni che denominano i viali del giardino.
Anne e Patrick Poirier nascono rispettivamente a Marsiglia e Nantes nel 1941 e 1942; si formano all’École nationale supérieure des Arts décoratifs di Parigi (1963-66) e vincono il Grand Prix de Rome soggiornando a Villa Medici (1967-71). Hanno partecipato alle più importanti manifestazioni artistiche contemporanee come la Biennale di Venezia (1976, 1980, 1984) e Documenta di Kassel (1977), esponendo in prestigiosi musei internazionali come il Centre Pompidou di Parigi, il MU.MO.K di Vienna, il Getty Center di Los Angeles e il M.o.M.A di New York.
Orario: dal lunedì alla domenica ore 10.30 – 14.30
Giorno di chiusura: martedì
Biglietti: Intero euro 7.00 – Ridotto euro 3.50
Gratuito tutti i lunedì
Audioguide: euro 4.50
Fonte: http://www.museomadre.it/







L’idea della necessità di decongestionare il centro di Napoli ed in particolare il Rione Carità, nucleo amministrativo della città, risale al 1964, quando l’urbanista Luigi Piccinato individua nel comprensorio di Poggioreale un’area di 110 ettari per l’insediamento di un centro direzionale, capace di riqualificare una zona della città e di avviare una nuova fase economica di tipo terziario. La proposta viene recepita nel Piano Regolatore Generale del 1971 ma l’area prescelta viene sottoposta a dure critiche per la presenza di una falda freatica. Nel 1975 vengono approvati il progetto di massima delle infrastrutture e il piano quadro dell’edilizia che definisce il perimetro delle 18 isole edificatorie. Il gruppo di lavoro è coordinato da Giulio De Luca. Si configura la viabilità di raccordo con l’intorno che prevede fra l’altro un sottopasso lungo corso Malta e due sopraelevate direttamente connesse alla tangenziale.


