AL Teatro San Ferdinando dal 26 al 30 dicembre 2009 a cura di Arturo Cirillo, con Salvatore Caruso, Tonino Stornaiuolo, Vincenzo Nemolato, Christian Giroso, Emanuele Valenti, Maddalena Stornaiuolo, Pasquale De Martino, Gianni Rodrigo Vastarella, Valeria Pollice, Giuseppina Cervizzi, Mirko Calemme, Rosario Giglio.
Una produzione Punta Corsara – Fondazione Campania dei Festival
in collaborazione con Teatro Stabile di Napoli
Il lavoro si basa sul testo di Raffaele Viviani Fatto di cronaca.
Testo che è rimasto sostanzialmente identico, soprattutto nel secondo e terzo atto. Nel primo atto abbiamo attuato una serie di tagli e vi sono stati, ma in rari casi, dei cambiamenti di alcune parole. Sono stati anche eliminati due personaggi: Don Martino, le cui battute – nel primo atto – sono state date a Donna Alessia e Pupatella, integrata nel personaggio di Rafilina, per quanto riguarda il secondo. Il primo atto, soprattutto nella parte antecedente l’arrivo del marito, svolge una funzione che definirei di ‘ouverture’, dove si descrive l’humus nel quale si compirà la tragedia.
Vi appaiono molti personaggi che non ritorneranno più nel corso della storia, infatti partendo da un ambiente di arricchiti, la vicenda precipita in un vicolo popolato da povera gente e si conclude nella miseria più totale della casa di Scemulillo. Anche il nostro lavoro cerca di raccontare, con pochi elementi, questo cambio di luoghi, attraverso un graduale restringimento del luogo dell’azione e una stilizzazione prima di un terrazzo, poi di un vicolo e infine di una stanza. Luoghi che diventano anche degli stadi della tragica storia di Scemulillo, capro espiatorio di una intera società. Ecco allora la festa pacchiana dove avverrà un suo improbabile fidanzamento, e che si concluderà con un tragico incidente di cui lui sarà l’unico involontario testimone; successivamente il vicolo con il coro dei suoi abitanti, sentimentalmente ipocriti e omertosi, e le forze dell’ordine accorse dopo l’incidente, e che noi abbiamo immaginato quasi come un incubo nel quale il ragazzo è il protagonista; e l’ultima scena dove il padre e il figlio condivideranno un uguale infausto destino sotto lo sguardo dolente della madre, quasi una moderna trinità della miseria.
Ho voluto fortemente due cose: che il testo di Viviani e i suoi personaggi restassero il centro di quest’esperienza e che alla compagnia degli allievi si aggiungessero Salvatore Caruso e Rosario Giglio, attori storici della mia compagnia e di Emanuele Valenti, assistente alla direzione artistica di Punta Corsara e attore da lungo tempo. Credo, infatti, nella possibilità di trasmettere dei saperi soprattutto attraverso la pratica quotidiana del “fare teatro”.
Non mi interessava fare un saggio ma sperimentare una vera esperienza di messa in scena di un testo, proprio per questo non troverete in questo lavoro delle doppie distribuzioni (mentre invece abbondano i doppi ruoli, escluso il caso del Padrone di casa del terzo atto che verrà recitato, a sere alterne, da Tonino Stornaiuolo e Pasquale De Martino) né mi sono preoccupato di dare ad ogni ragazzo l’uguale presenza in scena, anche se credo che alla fine tutti abbiano un loro spazio e soprattutto tutti sentano la qualità collettiva del lavoro.
Spesso ho avuto l’impressione che in questa commistione tra allievi attori ed attori professionisti l’atto dell’insegnare si sia confuso con quello dell’imparare, dove diverse storie, sia teatrali che umane, si confrontavano e soprattutto si mischiavano nella fatica e spero anche nella libertà, del recitare.
Le musiche sono state composte da Francesco De Melis, i testi delle canzoni sono quelli presenti in Fatto di cronaca tranne Avvertimento, con cui concludiamo il secondo atto, che fa parte dei canti di malavita presenti nel volume delle Poesie. Fanno eccezione la prima canzone che apre il lavoro, cantata dal personaggio di Nanninella e una breve canzone che dedica Scemulillo a Carlotta, fanciulla da lui corteggiata, che sono state scelte dai ragazzi durante il lavoro.
Mi interessava far nascere in loro un processo immaginativo e propositivo, che creasse un ponte tra questo testo del 1922 e la realtà che li circonda. Anche per i costumi, con Gianluca Falaschi e l’assistenza di Pina Sorrentino, ci siamo mossi su questa strada.
In generale con tutti i collaboratori, da Roberto Capasso a Dario Gessati a Badar Farok, oltre a quelli già nominati, abbiamo cercato il più possibile di metterci in ascolto, di cogliere cosa poteva aiutare gli attori a far uscire l’idea che ognuno incominciava ad avere di sé e degli altri, abituando i ragazzi di Punta Corsara ad essere portatori di suggestioni e sentimenti, e non semplici esecutori di idee altrui.
Ringrazio, oltre tutto lo staff di Punta Corsara, principalmente: Salvatore, Tonino, Vincenzo, Christian, Emanuele, Lena, Pasquale, Gianni, Valeria, Giusi, Mirko, Rosario che danno corpo e voce alla meravigliosa scrittura di Raffaele Viviani, permettendo a Fatto di cronaca di essere, attraverso di loro, più vivo che mai.
Arturo Cirillo
Riferimenti:
Teatro San Ferdinando
Tel. 081. 291878
http://www.teatrostabilenapoli.it
Orari:
dal martedì alla domenica ore 10.30 – 13.00 / 16.30 – 19.30 (quando c’è spettacolo pomeridiano) 18.00 – 21.30 (quando c’è spettacolo serale)
domenica per la prevendita ore 10.30 – 13.00
Con spettacolo biglietteria chiusa il lunedì, in assenza di spettacolo biglietteria chiusa la domenica.